• Nuovo Dpcm, da Moretti a Vanzina: il cinema scrive a Conte 
    by webinfo@adnkronos.com on October 25, 2020 at 7:52 pm

    Sigle ed artisti del cinema hanno scritto una lettera aperta al ministro Dario Franceschini ed al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, dicendosi sospesi e critici per la decisione di chiudere i luoghi dello spettacolo e rivendicando il ruolo di bene primario della cultura. Tra i firmatari 100 Autori, Afic, Anac, Casa del Cinema di Roma, Fice, Sngci, Sncci, Gianni Amelio, Pupi Avati, Marco Bellocchio, Francesco Bruni, Massimiliano Bruno, Nanni Moretti, Giuliano Montaldo, Paolo Taviani, Enrico Vanzina, Paolo Virzì. "Nella lettera si sottolinea che la decisione di "procedere fino a tutto il mese di novembre alla chiusura di cinema, teatri e sale da concerto ci lascia attoniti, sorpresi e fortemente critici pur conoscendo il suo impegno a favore della cultura e dei lavoratori dello spettacolo. Nell’attuale situazione sanitaria, di cui siamo ben consapevoli come cittadini e operatori del nostro settore, capiamo che la salute è un bene primario da tutelare ad ogni costo. Sappiamo però altrettanto bene che la cultura è un bene altrettanto primario e che azzerarne oggi una parte fondamentale come quella dello spettacolo è un’azione a nostro avviso priva di logica e utilità". "È comprovato infatti che tra le attività di socializzazione, grazie proprio ai severi protocolli sanitari che dallo scorso maggio regolano le proiezioni e gli spettacoli, Cinema e Teatri sono i luoghi più sicuri, dove non si sono registrati casi di contagio. Lo testimoniano i dati forniti ancora di recente dall’Agis, le centinaia di proiezioni svoltesi in sicurezza alla Mostra del cinema di Venezia e ancora, proprio in questi giorni, che hanno coinciso con una preoccupante crescita di nuovi contagi, alla Festa del Cinema di Roma dove non sono stati registrati focolai. Addirittura la chiusura sarà a nostro parere controproducente perché l'eliminazione degli unici presidi di socialità sicuri, alternativi alla movida di strada e alla convivialità dei locali di ristorazione, comporterebbe il disorientamento di quella parte della popolazione che è meglio sta reagendo alla crisi pandemica". "Tutto ciò dimostra - si legge ancora nella lettera aperta - che, grazie al controllo della temperatura all’ingresso, l’uso della mascherina, la drastica riduzione della capienza che garantisce il necessario distanziamento, l’immobilità degli spettatori durante le proiezioni e gli spettacoli, le ampie volumetrie dei locali, la sanificazione al termine di ogni spettacolo, i cinema, i teatri, le sale da concerto sono ad oggi i luoghi più sicuri e protetti della vita sociale". "Pertanto la scelta di una nuova chiusura delle sale cinematografiche appare ai nostri occhi, non solo di operatori del settore, ma di spettatori e cittadini, ingiustificata. In un momento in cui si sta lavorando per una faticosa ripresa, costringere i cinema ad interrompere nuovamente l’attività rischia seriamente di compromettere il futuro di un intero settore. Chiediamo un confronto aperto a tutte le categorie per trovare le modalità più idonee per salvaguardare la vita culturale di noi cittadini e un settore altrimenti prossimo all’estinzione", conclude il testo. 

  • Coronavirus Gb, quasi 20mila casi e 151 morti 
    by webinfo@adnkronos.com on October 25, 2020 at 5:18 pm

    Nelle ultime 24 ore nel Regno Unito sono stati registrati 19.790 casi e 151 morti, in lieve discesa rispetto ai 23.012 contagi e 16ì74 decessi registrati il giorno precedente. Lo riferiscono le autorità sanitarie. Salgono così a 873.800 i casi nel Regno Unito e a 44.896 le vittime. 

  • Covid Lombardia, quasi la metà dei casi a Milano 
    by webinfo@adnkronos.com on October 25, 2020 at 5:17 pm

    Sono 5.762 i nuovi positivi da coronavirus in Lombardia e quasi la metà si concentra nella sola provincia di Milano (2.589), di cui 1.217 a Milano città. Nel dettaglio le altre province: Bergamo (182); Brescia (246); Como (398); Cremona (80); Lecco (96); Lodi (98); Mantova (44); Monza e Brianza (588); Pavia (254); Sondrio (11) e Varese (907).  

  • Covid Lombardia, 5762 nuovi casi e altri 25 morti 
    by webinfo@adnkronos.com on October 25, 2020 at 4:36 pm

    Sono 5.762 i nuovi positivi al coronavirus con 35.285 tamponi effettuati, per una percentuale pari al 16,3%. Lo rende noto la Regione Lombardia fornendo i dati sull'emergenza sanitaria.  I decessi totali sono 17.235, +25 nelle ultime 24 ore. Sale a 231 il numero dei pazienti ricoverati in terapia intensiva, si tratta di 18 persone in più rispetto a ieri.  Cresce il numero dei ricoveri, ma aumenta anche quello dei guariti. In particolare i guariti/dimessi sono complessivamente 89.145 (+439), di cui 2.917 dimessi e 86.228 guariti. I ricoverati non in terapia intensiva salgono a 2.326 (+173). Quasi la metà dei casi si concentra nella sola provincia di Milano (2.589), di cui 1.217 a Milano città. Nel dettaglio le altre province: Bergamo (182); Brescia (246); Como (398); Cremona (80); Lecco (96); Lodi (98); Mantova (44); Monza e Brianza (588); Pavia (254); Sondrio (11) e Varese (907).   

  • Nuovo Dpcm, Cei: "Non cambia nulla per messe coi fedeli" 
    by webinfo@adnkronos.com on October 25, 2020 at 4:02 pm

    Il nuovo Dpcm non cambia nulla per le messe con il popolo. Lo precisa il direttore del’Ufficio comunicazioni sociali della Cei Vincenzo Corrado. "Il Dpcm del 24 ottobre con le nuove misure per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da Covid-19 lascia invariato quanto previsto nel Protocollo del 7 maggio circa la ripresa delle celebrazioni con il popolo. Esso rimane altresì integrato con le successive indicazioni del Comitato tecnico-scientifico", precisa l’esponente della Cei. Dpcm alla mano, Corrado ricorda che "All’art.1 p. 9 lett. q del nuovo Decreto si legge infatti: "Le funzioni religiose con la partecipazione di persone si svolgono nel rispetto dei protocolli sottoscritti dal Governo e dalle rispettive confessioni di cui agli allegati da 1, integrato con le successive indicazioni del Comitato tecnico-scientifico, a 7".  "Come già ricordato lo scorso 14 ottobre,- segnala -  tra le indicazioni, a titolo esemplificativo, segnaliamo: guanti non obbligatori per il ministro della Comunione che però deve igienizzarsi accuratamente le mani; celebrazione delle Cresime assicurando il rispetto delle indicazioni sanitarie (in questa fase l’unzione può essere fatta usando un batuffolo di cotone o una salvietta per ogni cresimando), la stessa attenzione vale per le unzioni battesimali e per il sacramento dell’Unzione dei malati; reintroduzione dei cori e cantori, i cui componenti dovranno mantenere una distanza interpersonale laterale di almeno 1 metro e almeno 2 metri tra le eventuali file del coro e dagli altri soggetti presenti (tali distanze possono essere ridotte solo ricorrendo a barriere fisiche, anche mobili, adeguate a prevenire il contagio tramite droplet".  "L’eventuale interazione tra cantori e fedeli deve garantire il rispetto delle raccomandazioni igienico-comportamentali ed in particolare il distanziamento di almeno 2 metri); durante la celebrazione del matrimonio gli sposi possono non indossare la mascherina; durante lo svolgimento delle funzioni religiose, non sono tenuti all’obbligo del distanziamento interpersonale i componenti dello stesso nucleo familiare o conviventi/congiunti, parenti con stabile frequentazione; persone, non legate da vincolo di parentela, di affinità o di coniugio, che condividono abitualmente gli stessi luoghi dove svolgono vita sociale in comune".